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	<title>Ponte di Mezzo</title>
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	<description>Circolo Partito Democratico di Pisa Centro</description>
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		<title>Ponte di Mezzo</title>
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		<title>Il PD ha problemi di linguaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 09:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaelezortea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>

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		<description><![CDATA[Cercherò di motivare in poche righe la tesi contenuta nel titolo. Ci sono a mio avviso due problemi diversi: una è la comunicazione verso l&#8217;esterno, uno il modo di parlare al nostro interno. 1.    Parlare con il mondo Lo ripetono in tanti, ed è vero, che non riusciamo a parlare agli elettori. Intanto ci rivolgiamo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pontedimezzo.wordpress.com&amp;blog=8385657&amp;post=49&amp;subd=pontedimezzo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cercherò di motivare in poche righe la tesi contenuta nel titolo.<br />
Ci sono a mio avviso due problemi diversi: una è la comunicazione verso l&#8217;esterno, uno il modo di parlare al nostro interno.</p>
<p>1.    Parlare con il mondo<br />
Lo ripetono in tanti, ed è vero, che non riusciamo a parlare agli elettori.<br />
Intanto ci rivolgiamo loro con una babele di messaggi, in alcuni casi fortemente contraddittori, senza che si chiarisca una linea di partito. Non è la pluralità che spaventa, è la mancanza di dibattito preliminare e la conseguente scelta di una tesi maggioritaria.</p>
<p>Poi sembra che i nostri interlocutori siano solo le persone che hanno modo e tempo di approfondire le questioni politiche, oppure cittadini in possesso di un dottorato di ricerca: pensiamo al librone – programma del 2006, impegno meritorio e non emendabile, non adeguatamente supportato, però, da un ragionevole estratto in forma di slogan sintetici, chiari e di richiamo per chiunque.</p>
<p>Il tutto condito con toni funerei: se Berlusconi ghigna a 32 denti, noi non sappiamo nemmeno accennare un sorriso. I bicchieri per noi sono sempre mezzi vuoti, appare come se non ci fosse spazio non dico per l&#8217;ottimismo, ma almeno per la ricerca degli aspetti positivi e progressivi. I problemi che dobbiamo affrontare non sono di banale soluzione, ma noi diamo l&#8217;idea che non esista affatto una soluzione, e non valga quindi la pena di cercarla.</p>
<p>Ultimamente abbiamo fatto addirittura la scelta più comoda: la soluzione la prendiamo a prestito dagli avversari, insieme con le parole d&#8217;ordine per vestirla in modo presentabile. Da qui l&#8217;accento sulla sicurezza, problema reale, ma che richiederebbe un trattamento con le molle, soprattutto nella scelta del linguaggio.</p>
<p>Infine, è terribile l&#8217;uso dei comunicati stampa e delle conferenze stampa, in cui lo scopo non è quello di parlare a tutti i lettori, ma quello di mandare messaggi agli addetti ai lavori, oppure di far comparire il proprio nome al di là della sostanza delle realizzazioni e delle riflessioni.</p>
<p>2. Parlare tra di noi</p>
<p>Vorrei che imparassimo a usare bene gli strumenti elettronici e cartacei: sono strumenti prima di tutto di dialogo, non di affermazione di una tesi preconfezionata e che, partorita in luoghi non certificabili, viene presentata al grande pubblico senza possibilità di modifiche dall&#8217;”esterno”.</p>
<p>C&#8217;è poi un uso significativo delle singole parole, che per me sono pietre. Mi risulta difficile accettare che si parli del PD e ci si riferisca alle vecchie case che non esistono più, o che esistono solo per residui motivi formali (e che sarebbe opportuno rimuovere in fretta). Ci sono troppi reduci (nostalgici) del PCI-Pds-DS da una parte e di DC-PPI o Margherita dall&#8217;altro. Il PD non nasce sotto un cavolo, e tuttavia è diverso da ciò che esisteva prima. Sembra che non ci interessi cercare le persone sconosciute del popolo delle primarie, si continuano a rincorrere gli iscritti storici del &#8217;46 o giù di lì. In una recente riunione si faceva riferimento alle giunte presenti nel 1990 e dintorni, quando, per esempio, io ero all&#8217;opposizione, chiunque fosse il sindaco in carica con la sua maggioranza.</p>
<p>E&#8217; un linguaggio esplicito e, per l&#8217;esterno, mortificante, che nel “nuovo” partito ci sia un eccesso di continuità nelle persone che gestivano i vecchi partiti: in Campania, con un segno, in Toscana con un altro. E&#8217; per me motivo di (sicuramente eccessivo) scandalo che mi arrivino messaggi da indirizzi di posta elettronica non targati PD, ma DS o Margherita.</p>
<p>Come sempre, al di là delle provocazioni che ho usato in precedenza, si tratta di trovare un equilibrio, senza compromessi: un equilibrio in cui si trovi diritto di cittadinanza per tutti. La politica non può, per definizione ed etimologia, essere elitaria. Su queste basi possiamo trovare il modo di convivere senza conflitti esasperati tra iscritti ed elettori, tra dirigenti e peones, tra superimpegnati e lettori distratti, tra amministratori e cittadini, tra chi ha 150 anni di storia alle spalle e chi pochi mesi di vita.</p>
<p style="text-align:right;">Emilio Mariotti</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pontedimezzo.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pontedimezzo.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pontedimezzo.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pontedimezzo.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pontedimezzo.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pontedimezzo.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pontedimezzo.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pontedimezzo.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pontedimezzo.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pontedimezzo.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pontedimezzo.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pontedimezzo.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pontedimezzo.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pontedimezzo.wordpress.com/49/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pontedimezzo.wordpress.com&amp;blog=8385657&amp;post=49&amp;subd=pontedimezzo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">raffaelezortea</media:title>
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		<title>ASSEMBLEA COMUNALE PD DI PISA</title>
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		<comments>http://pontedimezzo.wordpress.com/2009/07/02/assemblea-comunale-pd-di-pisa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 17:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaelezortea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>

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		<description><![CDATA[venerdì 26 giugno, presso la sede di Via Fratti, ore 21.30 – 00.30 VERBALE ODG: 1)      Illustrazione del programma delle Feste del partito 2)      Situazione politica (locale, nazionale ed europea) alla luce dell’esito delle elezioni e dei referendum sulla legge elettorale Sono convocati tutti i membri effettivi e i consiglieri comunali non membri I Presidenti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pontedimezzo.wordpress.com&amp;blog=8385657&amp;post=46&amp;subd=pontedimezzo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">venerdì 26 giugno, presso la  sede di Via Fratti, ore 21.30 – 00.30</p>
<p align="center">VERBALE</p>
<p>ODG:</p>
<p>1)      Illustrazione del programma delle Feste del partito</p>
<p>2)      Situazione politica (locale, nazionale ed europea) alla luce dell’esito  delle elezioni e dei referendum sulla legge elettorale</p>
<p><em> </em></p>
<ul>
<li>Sono convocati tutti i membri effettivi e i    consiglieri comunali non membri</li>
<li> I Presidenti dei Circoli potevano    invitare all’Assemblea gli eventuali ulteriori quadri attivi dei rispettivi    circoli, con particolare riguardo a quanti si siano messi a disposizione per    la campagna elettorale</li>
</ul>
<p>Membri assenti giustificati:</p>
<ul>
<li>Maria Marchitiello per impegni    personali</li>
<li>Marco Filippeschi per impegni istituzionali    (provare a salvare il Pisa!)</li>
</ul>
<p>Introduce il Presidente Miro BERRETTA che avverte  di essersi permesso di invitare informalmente (oltre al Segretario Provinciale)  il presidente della Provincia, ammettendo di averlo fatto troppo tardi (ieri!) e  assumendosi pertanto la responsabilità di avergli reso difficile intervenire  avendo Pieroni messo in agenda un impegno istituzionale ormai inderogabile. Si  rammarica della propria leggerezza, anche perché sarebbe stato bello poter avere  (come già all’assemblea di avvio della fase finale della campagna) il  rappresentante di una vittoria del partito che ha avuto caratteristiche quali  quelle auspicate nell’appello ai membri dell’Assemblea (oltre il 50% a Pisa,  evitare il ballottaggio).</p>
<p>Esorta i presenti ad interventi brevi ed attinenti  al tema, in particolare pregandoli di non dare troppo spazio a “commenti” circa  la formazione della Giunta comunale, definita poche ore prima.</p>
<p>INTRODUZIONE DEL SEGRETARIO:</p>
<ul>
<li>Ricorda i buoni piazzamenti dei candidati nei    collegi pisani alle elezioni provinciali, sottolinea gli aspetti positivi;    attribuisce il successo al coinvolgimento dei circoli già a partire dalle    candidature e all’impegno dimostrato in campagna elettorale</li>
<li>Annuncia la formazione della Giunta Regionale e    sottolinea che può anche essere l’occasione per parlarne</li>
<li>Introduce il punto 1) spiegando che la festa    provinciale non sarà più a Ospedaletto per vari motivi, non ultimo la    difficoltà di mettere su una festa di quelle dimensioni in fase congressuale    (che avrà peraltro un grande riflesso sui dibattiti nelle feste); illustra il    calendario delle Feste pisane del Partito:</li>
</ul>
<p>9 luglio – 26 luglio: Provinciale a San Giuliano  Terme</p>
<p>29   luglio – 9 agosto: San Piero a Grado</p>
<p>18 agosto – 29 agosto: Riglione</p>
<p>27 agosto – 6 settembre: Coltano</p>
<ul>
<li>Sviluppa il punto 2) ricordando come l’esito    elettorale sia caratterizzato da luci ed ombre; possa essere un buon punto di    partenza per dialogare col paese (in quest’ottica il Congresso sarà un    rilancio), visto che il PD è in campo e la Destra non ha sfondato</li>
<li>Toscana: molte ombre (es. Prato); delle luci    (es. Firenze)</li>
<li>Pisa provincia: si contrappone il dato della Val    di Cecina a e delle colline al dato di Pieroni che avanza rispetto a 5 anni    fa: premio al buongoverno e consenso al PD pisano; nel quadro di alleanze    diverse da quelle del governo della Città, ove pure ci sono tendenze    all’apertura in quella direzione</li>
<li>Pisa città: il PD tiene (- 1,7%) anche rispetto    alle comunali, caratterizzate da maggiore partecipazione</li>
<li>Si livella il dato di città e provincia (il    differenziale del successo del PD passa dal 4,5% al 2,8%); il collegio 5    (Putignano, Ciglione, ecc.) è il migliore; il 2 (S.Maria, ecc.) è il peggiore:    ma il differenziale scende dal 13% al 9,6%</li>
<li>In città il successo è dato anche dal    coinvolgimento dei circoli; che deve rimanere e rafforzarsi anche nella fase    congressuale</li>
<li>Se abbiamo passione ed amore può essere una    grande occasione: “me lo auguro e vi chiedo un impegno forte su questo”.    (Applausi)</li>
</ul>
<p>INTERVENTI</p>
<p>Lisa CIONCOLINI (dopo aver proposto al presidente  di invertire i punti; proposta non ammessa) interviene sul solo punto 1) dicendo  che non è stato coinvolto il Circolo di Riglione nella decisione delle date (e  ciò solo perché assente alla relativa riunione di esecutivo e circoli) e  vorrebbe sapere dal Segretario chi ha deciso senza il contributo di tale  circolo. (Applausi)</p>
<p>Piero FLORIANI non è ottimista poiché siamo  passati da un elettore su tre ad un elettore su 4; cataclisma che a Pisa non c’è  stato, perché ne mancano le condizioni; l’invito all’ottimismo lo lascia  volentieri a Berlusconi; il realismo fa invece dire che manca la politica, ci  sono sempre le stesse facce e soprattutto le stesse parole d’ordine. L’analisi  del voto va fatta per capire le ragioni, altrimenti non è analisi.  (Applausi)</p>
<p>Luigi BRANCHITTA non condivide l’ottimismo del  Segretario, anche perché avverte che non riusciamo a trovare una missione comune  e abbiamo un simbolo che non piace a nessuno perché non vuol dire niente;  ricorda che in 40 anni di militanza era stato abituato ad avere una linea chiara  da seguire, mentre adesso prevalgono i singoli: non era questo che voleva dal  Nuovo Partito. “io sono <em>del</em> PD, non  <em>nel</em> PD! Chi dice <em>nel</em> vuol forse dire che è in transito?”.  Nota che la stessa adesione alle mozioni non è chiara: “non capisco l’appoggio  di Letta a Bersani, né perché tutti diventano bersaniani”. Auspica un dibattito  scevro da spifferi d’aria, che ci metta in grado di capire il nostro futuro.  (Applausi)</p>
<p>Samuele AGOSTINI si dice provocato da Luigi,  perché a lui il simbolo piace (“mi evoca il tricolore”) . Ma è vero che bisogna  piuttosto capire perché perdiamo il Nord (Prato compreso), prima di schierarsi  con questo o quello. “Scommettiamo che i 7 segretari della riunione del 19  voteranno tutti lo stesso candidato nazionale?”. Ricorda che 65 milioni di anni  fa i potentissimi dinosauri si estinsero: “succederà anche a noi se non ci  evolviamo”. Ci sono spunti di ottimismo, perché a vedere Sardegna e Abruzzo si  poteva anche perdere di più. Ma il punto è cambiare le nostre teste: nella prima  consiliatura Pieroni accadde: “all’inizio noi DS gli davamo addosso, poi abbiamo  smesso: grazie al PD”. (Applausi)</p>
<p>Maurizio GAZZARRI non è né pessimista, né  ottimista. E non vuole fare discorsi “all’antica”. “Abbiamo salvato il Paese, il  PD e la democrazia: perché Berlusconi non ha sfondato. Invita a guardare i  flussi elettorali su <a href="http://wpop2.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=k6GzUGsioGA5GJRX%2BX33M7/qr417o5YzfXLnU/Dehenq1Jv49gJOjGuFLkq3UYeJGWnYCPYaMN4%3D&amp;Link=http%3A//www.cattaneo.com/" target="_blank">www.cattaneo.com</a> : i voti  persi dal PDL vanno tutti all’astensionismo; quelli persi dal PD in tutte le  direzioni (PDL compreso: che è poi il primo travaso tra poli che avviene da  quando c’è il bipolarismo, e purtroppo è a nostro danno). Non bastano le parole  d’ordine: “Battere B.”, “Voto Utile”. Sono parole per noi stessi, non per quelli  che non ci hanno mai votato. Peraltro non si è discusso di economia ma di  “altro”. In toscana si è perso meno, ma non per motivi locali: anzi, Prato è un  possibile paradigma per la Destra nelle Regionali del 2010. La Toscana del resto  è la regione con il maggior impatto della crisi economica: potrebbe pesare nel  2010. “Il PD Pisano perde verso Sinistra” è solo un titolo sbagliato del  Tirreno. Semmai su Pisa si registra una maggior tenuta di PD, PS e Idv (i  partiti di Filippeschi). Naturalmente i dati di tenuta (e stallo delle forze  alla nostra sinistra) sono percentuali: in dati assoluti sono cali. Che fare?  Anche iniziative pubbliche su temi nazionali, che sin qui (devo fare una critica  all’attuale segreteria) sono state scarse. Spera che il congresso non sia solo  “cammellare” le truppe, ma coinvolgere: aprire ora o mai più, e non ci  riprenderemo. Non usare il congresso solo per contarsi, anche se contarsi è  trasparenza. Il Partito deve dare degli input: deve condizionare  l’Amministrazione. “Sono più convinto di come si pone Bersani che Franceschini:  che si limita ad appellarsi alla base, come già Veltroni (che, peraltro, per  storia sua, aveva maggiori caratteristiche per farlo).  (Applausi)</p>
<p>Antonio DELL’OMODARME osserva che quando uno arriva al vertice si  dimentica di quello che succede a chi l’ha votato. “Sfido tutti a parlare con la  gente”. E non delle “veline”, ma delle vere bischerat di Berlusconi (tipo la  social card). Abbiamo acquisito popolarità con la richiesta di election day: poi  ci siamo dimenticati del referendum. Renzi e Galli hanno parlato anche della  buca sulla strada. Al congresso ci si arriva attraverso il tesseramento. Non con  gli appelli generici: il video di Franceschini è deludente: ricorda troppo  quello di Berlusconi del ’94. Insostenibili, bruttissime, le immagini di Prato.  Torniamo a parlare di cose serie: ogni giorno, per la strada, anche senza  assemblee. Parlare è già tanto. Ok la Serracchiani: ma la stiamo già bruciando!  “Ci vorrebbe più umiltà (e lo dico per primo a me stesso)”. Si fanno spesso  errori: ad esempio la tessera di un partito come il nostro va proposta, sennò la  gente non ci può capire. (Applausi)</p>
<p>Valentina SETTIMELLI si dice emozionata dopo un  po’ di tempo che non si era fatta viva (“tanti mi dicevano di sospendere il mio  impegno: ma non sono d’accordo”). (Applausi). “Anzi: ora ho più tempo per la  Poltica, che è stare con le persone”. La delusione però aumenta: si parla solo  di nomi e poco di idee e temi: invece solo questi ultimi ci possono mettere in  grado di parlare alla gente. “Quando mi chiedono la posizione del PD su un tema  specifico (es. l’immigrazione), le più volte vado in difficoltà”. Il radicamento  parte dal parlare con le persone vere, quelle che incontri per strada. Non posso  dire stasera chi voterò al congresso: non stanno dicendo niente, a parte i nomi.  “A Napoli fanno le tessere al telefono!”. L’Italia andrebbe tolta dalle mani di  queste persone “basse” (che inneggiano alle ronde), che però parlano alla  “pancia”. Di fronte a chi delinque o, più semplicemente “leva il lavoro agli  italiani”, è facile parlare alla pancia. Ma giustizia, legalità, sicurezza sono  anche nostri temi. “160 miliardi di euro di corruzione ed evasione! Che  diciamo?” Bisogna colpire su questi temi. “Capisco che è dura: è una rivoluzione  culturale e sociale; oggi sono parole un po’ grosse, ma il tema è questo; con le  risorse umane che abbiamo ce la possiamo fare”. Spero molto nel Congresso,  nonostante tutto. Ma so che di fronte a episodi come quello che ho visto (un  treno pieno di pendolari e la gente che comincia a dire: dovrebbero far salire  prima gli “italiani”) penso che la situazione sia pesante e che vadano trovate  al più presto alternative! (Applausi intensi; il Presidente commenta: “questo  intervento di Valentina rappresenta la passione. Punto!”).</p>
<p>Giuseppe DE IACO aggiunge che per parlare anziché  solo alla pancia anche alla testa ci deve essere lo zucchero: quindi, la pancia  piena! La Lega lo sa. Franceschini aveva promesso che dopo le elezioni non ci  saremmo svegliati sotto un sultano: e almeno questo in effetti è stato  mantenuto. Ma non sono contento: si passa comunque da 27 a 18 sindaci; non si  discute seriamente di alleanze; siamo in ritardo sull’analisi della società.  “Conosco gente che non mangia, ma prende antidepressivi!”. Il partito più grande  è quello del “non voto”: bisogna parlarci. Berlusconi nei guai ci si è gettato  da sé: solo per questo abbiamo evitato il tracollo. La stessa lotta alla mafia  deve basarsi sull’analisi, non su meri proclami. Il congresso rischia di essere  sulle persone candidate e non di analisi e formulazione di programmi: ci  mettiamo il “cappello” delle correnti. “Spero che le proposte attuali si  scompaginino” Non mi piace aver dato il voto ai non iscritti: era meglio puntare  su un grande tesseramento. (Applausi)</p>
<p>Paolo FONTANELLI individua alcune luci (“non hanno  sfondato”), ma vede anche un quadro nero se guarda i numeri assoluti (- 14% di  votanti). Solo dal PDL non c’è travaso di voto verso l’altro polo: casomai si  astengono. La Lega continua a crescere. Tutto questo in un complessivo e norme  calo della sinistra europea, che va peggio del PD stesso. Avanzano gli xenofobi.  Il PD diventa il gruppo più forte del campo progressista: il che la dice lunga:  sono calati tutti glia altri. Nel mettere in campo un progetto politico va  tenuto presente questo “vento”. Nelle amministrative ci sono anche delle  importanti “tenute”, ma il dato in tanti posti non è buono. Non esistono più le  rendite di posizione garantite (vedi i casi di Prato, Sassuolo, Valdera, ecc.).  E’ l’effetto della crisi e l’agitare il “nemico esterno” che fa la fortuna degli  xenofobi. Quindi si può perdere da un momento all’altro, ovunque. Le europee  vedono un grosso calo rispetto alle politiche, per il PD. A Pisa abbiamo un 8%  in meno (un pochino di più della media nazionale). In toscana perdiamo circa  300.000 voti. E tutta questo nonostante il governo Berlusconi sia deludete. Da  un anno a questa parte il PD ha smesso di essere credibile, soprattutto negli  ultimi mesi della segreteria Veltroni. Abbiamo delle ambiguità irrisolte, anche  sulla forma-partito (che è un cocktail di due concezioni e forme differenti:  quella leaderistica  voluta da  Veltroni e quella europea). L’impianto non ha tenuto: altrimenti uno che ha  preso 3 milioni di voti non si dimetterebbe. “Sparavamo con un cannoncino conto  le bombe atomiche”. La Lega sta sul territorio casa per casa: vede il partito  come un sindacato dei cittadini. E anche la destra non è solo televisioni. Il  tema centrale del congresso sarà costruire un partito vero (per evitare nuove  Prato e nuove Valdicecina). Oggi (cioè nella riunione della Direzione Nazionale,  n.d.r.) sono partite proposte di modifica dello statuto che però potranno essere  votate solo in sede congressuale. Intanto: guai a fare una conta sulle persone.  “Torniamo alla politica!”. Non mi è piaciuta, e l’ho scritto, l’uscita di Dario:  ok candidarsi, ma non così: con un video con argomenti (peraltro stamani non  rilanciati) come “il vecchio” e “il nuovo”, “la base” contro “il palazzo”. Poi  si fa una “conta”, ma non si fa un partito. Bersani mi convince di più. A Pisa  sento cose che dimostrano un disagio: se si va avanti a gruppetti resterà anche  dopo una frammentazione. Il confronto politico ci deve essere, ma bisogna stare  attenti ad evitare situazioni come quelle manifestatesi nella formazione della  giunta provinciale o nel gruppo consiliare. Coesione non è pensare tutti allo  stesso modo: è confronto. Altrimenti ci si sfalda, proprio mentre nessun  successo del PD può considerarsi scontato. I rapporti con la città non può  tenerli Marco da solo, anche se lo fa bene; li deve tenere anche il partito. Non  bastano circoli e territorio: è uno schema vecchio, che andava bene quando  eravamo sicuri: ora non più. Si debbono avere sedi del partito dove parlare con  la città. (Applausi)</p>
<p>Ivan FERRUCCI analizza il voto più nel dettaglio.  Sottolinea alcuni aspetti come l’azzeramento dell’effetto della conquista di  Fauglia a cusa dei molti comuni perduti, e la stessa novità di due leghisti in  consiglio provinciale. Per questo, avendo riflettuto sul regolamento  congressuale, auspico che tutte le operazioni previste si facciano prima  dell’avvio della tornata elettorale per la Regione (elezioni del 2010). Sul  congresso nazionale peseranno fenomeni locali manifestatisi nel partito: “ci  sono più iscritti nella provincia di Napoli che in tutto il PD Toscano!”.  “Niente ferie invernali”. Il percorso sarà lungo e duro. Andrà divulgato sul  territorio il dibattito nazionale. Nei consigli nuovi (Provincia e i molti  comuni) si apre una fase nuova: va capita bene. La CGIL dice che a settembre  finiranno le risorse della “cassa in deroga”: poi si prevedono mobilità e  licenziamenti. Una fase che ci troveremo ad affrontare con bilanci comunali che  già ora sono impostati senza una copertura di tutti i 12 mesi dei servizi (anche  per effetto del “patto di stabilità”). Il PD deve mettere in campo le iniziative  più forti proprio dove è andato peggio! (Applausi)</p>
<p>Stefano LANDUCCI, concordando con Gazzarri, fa  notare che lo “zoccolo duro” è sempre più sottile. Il voto è più variabile,  anche per scelte amministrative più o meno buone. Veltroni si è dimesso per  effetto del vizio di origine della sua  elezione: l’ha appoggiato un sacco di gente, che però poi gli ha fatto la guerra  subito dopo. Il PD è di centrosinistra (senza trattino): non deve delegare ad  altri la rappresentanza dei bisogni. Siamo alternativi a questo centrodestra. Il  PD ha cominciato con i cittadini, ai quali dava il potere di scegliere: questo  ha qualificato la fondazione del partito. Ora ci si lamenta di questo statuto,  di questo modello di partito aperto: lo si fa spesso solo per salvare la propria  faccia! Si vedono le primarie come extrema ratio, una male da evitare quanto più  possibile. Affinché non prevalga la logica degli “ex” deve cambiare qualche  cosa: “etica della responsabilità” era un concetto fondante: dove è finito? Mi  vergogno che non sia venuto niente da Roma sul referendum. Per queste cose la  gente non ci vota. Non ho ancora scelto: vedo per ora solo slogan. “O non  eravamo contro la personalizzazione?”. Si sta zitti anche sull’Iran!  (Applausi)</p>
<p>Il Presidente, nel dare al parola a Raffaele  ZORTEA avverte l’Assemblea di averlo delegato fino al 22 luglio (essendo in  ferie) a sostituirlo per ogni necessità. Dopodiché saluta il lieto evento della  nascita delle gemelline di Giuseppe FORTE.</p>
<p>Raffaele ZORTEA sostiene che l’analisi vada fatta  a partire dalla vittoria del 2006: i punti persi vanno soprattutto ai nostri  alleati di allora. Da lì in poi abbiamo perso praticamente sempre, anche perché  il governo Prodi era paralizzato dai micropartiti dell’alleanza. Ok “tornare a  vincere”, ma non ad ogni costo: come?, con chi? Con quali prospettive? Siamo  verqamente disposti ad allearci con chiunque? Questo deve essere il succo del  congresso. Nei prossimi 4 anni va ritrovato quell’humus sociale nel quale  vincevamo nel 2002 e nel 2003. Sapevamo, nel 2008, che Veltroni avrebbe perso:  ancora pesavano le contraddizioni dell’Unione. L’organizzazione ci vuole: ma è  una pistola scarica se non abbiamo le idee. Non serve un elezione bolscevica di  un segretario con l’80%. “Ho bisogno di un PD che parli di merito, giustizia,  libertà”. (Applausi)</p>
<p>Michele PASSARELLI vuole tranquillizzare  Branchitta: “non sono ancora sicuro di votare Bersani. Vedremo chi altro c’è il  22 luglio (ad esempio domani c’è l’iniziativa del Lingotto)”. Ci davano al 22%:  quindi bene la “resistenza” di franceschini, che ha strappato voti che sarebbero  potuti andare a Di Pietro (anche pigiando sul caso Noemi). Ma si deve passare  dalla tattica alla strategia. Bisogna governare con chi vuole governare,  superando la semplice divisione “destra-sinistra”. Per esempio Di Pietro è un  populista, noi ed altri siamo progressisti, poi c’è un ampio elettorato  moderato. Su questo va fatto il congresso. Noi dobbiamo andare alla ricerca del  consenso senza tirarci dietro i populisti. Vogliamo vincere perché amiamo il  Paese. Mentre continuiamo a perdere nelle aree industriali, facciamo dibattiti  sulla crisi nei quali non diamo risposte comprensibili. Essere giovani non  basta. E non serve neanche la “linea” e la “fedeltà”. Invece continua ad essere  premiato chi alza la mano al momento giusto. E’ sbagliato: va premiata la  discussione! In un partito che oscilla tra il 26% al 33% non si può pensarla  tutti allo stesso modo. Lavorare PER il partito, non NEL partito. Voglio forze  sane che diano un contributo come persone.</p>
<p>Roberto CERRETO fa notare come la Lega abbia dato  il maggior apporto qualitativo alla vittoria della destra, che pure non è immune  dall’astensione. “Bisogna andare a prendere voti lì, nell’astensione, con  un’alternativa credibile e visibile”. Chi sta sul territorio forse non coglie  che la maggior parte degli italiani riescono acapire meglio (nel bene e nel  male) i contenuti politici del PDL che quelli del PD. Quindi al congresso, ok i  “programmi”: ma, poiché il partito è ancora da costruire, anche organizzazione.  Tessere, modello (da modificare rispetto allo statuto della fondazione,  funzionale all’operazione Veltroni), troppo sbilanciato sull’investitura  popolare. Le primarie vanno bene per le istituzioni, molto meno per scegliere i  capi del partito a tutti i livelli. Ci vogliono modelli meno simili a quelli di  marca PDL (che peraltro ha ormai uno statuto migliorato dall’apporto di AN). Le  differenze tra Bersani e Franceschini su questi temi sono molto visibili:  vedremo! Le nostre personalità si debbono rimboccare le maniche: la gente  “normale” deve poter capirci. 1/3 di quanti non ci hanno votato ha votato PDL:  forse anche per l’appannamento della nostra identità, almeno su alcuni temi. La  stessa Destra che beneficiò della globalizzazione,ora riesce a trarre beneficio  anche dalla crisi di essa! Questo perché danno sempre risposte dirette e  immediate. (Applausi)</p>
<p>Ranieri BIZARRI è pessimista anche perché pratese.  Il “comunismo” pratese era socialdemocrazia scandinava (di destra): almeno fino  a Martini. Era una sinistra non ideologica, tanto che teneva testa allo stesso  PSI. Nelle realtà produttive, che sentono davvero la crisi, andiamo peggio. E  quindi il consenso si erode. Bisogna ripensare a quale elettorato vogliamo  parlare. Per noi è peggio che per la Destra perdere una autonoma ideologia  fondante. “Dare a tutti un’opportunità per (ri)farsi una vita: questa è per me  la base ideale di ogni sinistra”. Ma allora bisogna parlare a tutti, non solo a  certi specifici interessi. Il ricambio generazionale ci vuole, ma bene qualunque  segretario, purché ci spieghi come ci dobbiamo rapportare al mondo della  produzione. La visione “statalista” penalizza in tutta Europa i socialisti  “d.o.c.”: “spero che nessuno di noi li imiti!”. (Applausi)</p>
<p>Andrea FERRANTE nota la perdita “centrifuga” di  voti PD, in tutte le direzioni. “E’ mancanza di identità”. Riusciamo a  scontentare sia i moderati che i progressisti. Perdiamo soprattutto verso la  lega. Va trovata una soluzione: ci vuole un profilo chiaro. Avrei preferito un  rinvio del congresso di qualche mese. Viste le difficoltà di Berlusconi, come  dice la Finocchiaro, si potrebbe dare una “scossa”: e invece siamo in pieno  congresso. Comunque non si deve mai subordinare l’identità all’organizzazione:  sennò essa viene posta al servizio di qualcosa di incomprensibile. Bersani e  Franceschini mi piacciono entrambi: ma io (che pure non sono un “nuovista”)  vorrei anche qualcun altro. Punto debole non sono le regole: non saranno mai  quelle a rendere forte un leader. “Un leader è forte se baricentrico e popolare  a tutti i livelli del partito”. Spero che si parli di programmi. Per formare un  partito di sinistra: non ideologica, pragmatica, ma sinistra. Il punto è: può  esistere un paese europeo senza la sinistra? (Applausi)</p>
<p>Maurizio SERENI: “ha ragione il PDL: siamo il  partito dell’Appennino!”. Buono il dato della provincia, visto il vento che  tira: ciò grazie all’impegno del PD pisano e dei candidati, espressione dei  circoli. Floriani ha detto che si passa da 1/3 a ¼ dei voti: il raffronto è  giusto, ma è sul PD alle politiche. L’astensionismo non è né di destra né di  sinistra. Peraltro esistono anche le liste civiche (vedi Volterra).  Riflettiamoci! Va recuperato anche il senso di un partito federalista. Il  congresso non è un punto al nostro ODG, ma ci si casca tutti inevitabilmente.  Abbiamo fatto una campagna elettorale non come partito a vocazione  maggioritaria. Tale vocazione va rilanciata su un progetto forte che stimoli le  convergenze, sennò si chiude. Sulle candidature ho “simpatie”: ma aspetto le  piattaforme. Determinante per me sarà in ogni caso la vocazione maggioritaria.  (Applausi)</p>
<p>Il Presidente saluta tutti i presenti, augurando  buona notte e buon Gioco del Ponte.</p>
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		<title>Tra la movida e il sonno si scelga il rispetto della legalità</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 16:54:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaelezortea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pisa]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’iniziativa proposta dal Comitato in merito agli sforamenti di decibel e al degrado urbano notturno rilevato frequentemente da molti abitanti del centro storico, ha stimolato un dibattito effervescente, ma allo stesso tempo civile, consentendo di mettere in chiaro le scelte della giunta e della maggioranza in queste direzioni. Credo sia giusto ringraziare i cittadini che hanno promosso questa occasione di dibattito e di pubblico impegno delle istituzioni, utilizzando modi civili, con chiarezza di argomenti e di richieste e con grande partecipazione.</p>
<p>L’assessore Eligi, come primo e più immediato intervento da parte dell’Amministrazione da sottoporre all’attenzione del Consiglio, ha spiegato modi e tempi con i quali si intende eliminare il fenomeno abusato della musica ad alto volume fuori dai locali in orari fuori legge ed in questo senso si esprime una volontà immediata del rispetto della salute dei residenti e di ritorno alla legalità ed al controllo come da leggi ed ordinanze vigenti.</p>
<p>Allo stesso tempo, come sintetizzato nella mozione presentata dalla nostra maggioranza e votata da 21 consiglieri, si sottolinea che piuttosto che stressare la dicotomia tra movida e sonno è importante consentire il rispetto della legalità attraverso atti amministrativi concreti e non discrezionali (censimento degli spazi cittadini entro ottobre, piano sui servizi igienici del centro storico, revisione del Regolamento delle attività rumorose), in linea con i primi dispositivi approvati dall’Amministrazione e dal Consiglio dall’inizio della legislatura (ordinanza per le misure a tutela della vivibilità e del decoro e della sicurezza urbana, patto con gli esercenti con premio orario previa assunzione di una serie di responsabilità, etc).</p>
<p>In questa direzione tutti gli interventi dei consiglieri di maggioranza hanno evidenziato che assieme al dovuto rispetto delle ordinanze e delle leggi, è fondamentale dare corpo al Progetto di città espressa nel programma del Sindaco, attraverso un percorso che sia il più possibile inclusivo (nella mozione approvata è richiesta la creazione di tavoli di concertazione permanente tra istituzioni e cittadini ) e consenta di superare i problemi di “coesione sociale” attualmente esistenti.</p>
<p>E’ necessario una città dove gli spazi aggregativi e d’intrattenimento siano molteplici e collocati nell’intero contesto urbano con prevalenza al di fuori del centro storico, chiamando all’impegno e alla responsabilità anche l’Università, la cui funzione importante per la vita economica e sociale cittadina, non può prescindere dal riconoscimento di una forza numerica degli studenti residenti e non, aumentata considerevolmente negli ultimi anni e chiedendo un maggior coordinamento tra Polizia Municipale e Forze dell’Ordine (da includere negli accordi con la Prefettura) per definire un sistema di controllo piu efficace che individui chiaramente gli organismi a cui far giungere le segnalazioni e le denunce dei cittadini per garantire un adeguato pattugliamento notturno.</p>
<p>Una città non deserta e vissuta civilmente nel rispetto delle leggi e secondo regole di buona convivenza anche nelle ore serali, sono certo, che potrà rappresentare, anche una garanzia di sicurezza per tutti i cittadini.</p>
<p>Antonio Mazzeo</p>
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		<title>Rebeldia, un braccio di ferro pericoloso</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 16:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaelezortea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pisa]]></category>

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		<description><![CDATA[Rebeldia dal giudice. Cominciato il procedimento che deciderà dell’associazione che ora occupa lo stabile di via Battisti, destinato secondo il progetto del Comune di Pisa a diventare la stazione cittadina dei pullman. Rebeldia si oppone a lasciare libera la struttura per permettere l’inizio dei lavori.

I fatti<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pontedimezzo.wordpress.com&amp;blog=8385657&amp;post=8&amp;subd=pontedimezzo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rebeldia dal giudice. Cominciato il procedimento che deciderà dell’associazione che ora occupa lo stabile di via Battisti, destinato secondo il progetto del Comune di Pisa a diventare la stazione cittadina dei pullman. Rebeldia si oppone a lasciare libera la struttura per permettere l’inizio dei lavori.</p>
<p><strong>I fatti</strong></p>
<p>Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire come si è arrivati all’attuale situazione di scontro. Nel 2003 nasce Rebeldia occupando uno spazio non utilizzato dall’Università, l’ex Nettezza Urbana in via Duca d’Aosta, sostenendo che il terreno sia usato dalla stessa Università come discarica per rifiuti speciali e pericolosi e con l’intento di riqualificare l’area. Occupazione per cui è in corso un altro processo con Rebeldia imputato. Dopo qualche mese l’Università propone a Rebeldia lo spazio ex-Etruria vicino alla Facoltà di Ingegneria. Rebeldia così si sposta.</p>
<p>Nel 2006 l’Università ha bisogno anche di quel terreno: Rebeldia si troverebbe così senza più uno spazio. Interviene però il Comune di Pisa che propone all’associazione lo spazio in via Battisti. Il contratto prevede un anno di utilizzo, in quanto quel luogo è destinato a diventare la nuova stazione dei pullman. Il Comune è interessato alle attività di Rebeldia, e nell’accordo del 2006 si dice disponibile a cercare insieme una soluzione più stabile per il centro sociale. Tutti contenti.</p>
<p>Ma in 3 anni la situazione cambia radicalmente. Da un lato il Rebeldia trova una sua nuova e inaspettata vitalità: riesce a inserirsi in qualche modo nella vita del quartiere della stazione, da anni sotto l’occhio dell’opinione pubblica per questioni di degrado e insicurezza, e avvia alcuni interessanti progetti come la scuola di italiano per migranti. Anche l’ubicazione non troppo distante del centro storico gioca la sua parte, diventando attrattiva per i giovani abitanti del centro stufi della “movida” e attirati da concerti e spettacoli organizzati in via Battisti.</p>
<p>Il Rebeldia non vuole perdere questo che giudica un suo patrimonio e un suo merito e si arrocca su posizioni difensive e scarsamente propositive. Insieme al Comune vaglia i pochi spazi disponibili: via Bovio troppo centrale e residenziale, via San Jacopo troppo periferico e forse con problemi di agibilità dovuti alla vicinanza del depuratore; l’ultima proposta del Comune, quella di via Saragat, sembra una soluzione plausibile, ma l’assenza di un grande spazio per concerti e spettacoli riporta il Rebeldia sulla difensiva. Dall’altra parte l’unica proposta del Rebeldia è stata quella del ridimensionamento del progetto della stazione dei pullman. Proposta che costerebbe al Comune svariati milioni di euro che non ha (si pensi che il bilancio del comune di Pisa è intorno ai 120 milioni di euro).</p>
<p>Insomma, Rebeldia si mette sulla difensiva e vuole rimanere in via Battisti, anche a discapito di un progetto di mobilità e scambio veloce treno-pullman cui una città come Pisa non può fare a meno. Parlare di Rebeldia senza parlare di Sesta Porta è infatti non focalizzare l’altra metà della storia.</p>
<p><strong>La Sesta Porta</strong></p>
<p>L’attuale stazione dei bus è in piazza Sant’Antonio, in una locazione temporanea che non rispetta alcuni vincoli di vicinanza alle case e a monumenti storici, messa lì proprio in previsione del suo spostamento in via Battisti. Un’area quella dell’attuale stazione dei bus destinata a diventare un parco con verde in mezzo alla città, mentre via Battisti come detto diventerebbe stazione-deposito. Con un grosso guadagno di mobilità per i pendolari che si troverebbero le due stazioni, ferroviaria e dei pullman, vicinissime e con una non indifferente diminuzione di inquinamento, dato che il deposito dei bus nello stesso luogo del capolinea evita il viaggio notturno e mattutino di decine di pullman. Un progetto questo chiamato della Sesta Porta che poco peserà sulle tasche dei pisani, perché una parte dell’area di via Battisti sarà interessata dalla costruzione di un palazzo di tre piani la cui vendita (già firmata quella di un piano all’istituto italiano di vulcanologia) permette di coprire la spese. Non una speculazione come invece un disinformato giornalista del Manifesto (Marco Philopat) ha scritto recentemente.</p>
<p>Un progetto che insieme libera del verde cittadino e promuove la mobilità pubblica, una mobilità economica ed ecologica, fatta di minori sprechi di carburante e sicuramente una boccata di ossigeno per il traffico cittadino, congestionato dalle macchine di chi pensa ancora sia sostenibile l’equazione una macchina uguale una persona.</p>
<p><strong>Lo scontro</strong></p>
<p>Confrontare la bontà dei due progetti come tenta di fare recentemente il Rebeldia (&#8220;Meglio uno spazio sociale o un deposito degli autobus?&#8221; uno dei loro slogan), sembra un gioco al massacro per la nostra città. L’hanno capito i pisani che all’ultima manifestazione degli antagonisti, quella del 13 giugno, hanno notevolmente diminuito la loro partecipazione: meno della metà rispetto a quella dell’anno precedente.</p>
<p>Detto questo rimane la considerazione di ogni abitante di buon senso: bene il progetto Sesta Porta del Comune per una mobilità sostenibile, bene il nuovo verde cittadino, è possibile salvare il progetto Rebeldia che ha dato parecchio al quartiere della stazione, anzi è possibile renderlo stabile e legale, farlo entrare nelle regole che ogni buona associazione si deve dare? (Ad oggi Rebeldia non rispetta le norme di sicurezza, non paga i diritti d’autore quando organizza eventi, vende bibite senza fare scontrini).</p>
<p>Un braccio di ferro quello tra Rebeldia e Comune che non sta facendo l’interesse di nessuno e danneggia le associazioni che finora nello spazio di via Battisti hanno lavorato bene e i cittadini che grazie a quello spazio coltivano la loro voglia di partecipazione.</p>
<p>Raffaele Zortea</p>
<p>Link utili, documentazione su <a href="http://pisainformaflash.comune.pisa.it/portal/it/notizie/dettaglio.html?nId=3005">pisainformaflash</a>; posizione Rebeldia su <a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20090612_corteo_rebeldia.html">pisanotizie</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pontedimezzo.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pontedimezzo.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pontedimezzo.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pontedimezzo.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pontedimezzo.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pontedimezzo.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pontedimezzo.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pontedimezzo.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pontedimezzo.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pontedimezzo.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pontedimezzo.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pontedimezzo.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pontedimezzo.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pontedimezzo.wordpress.com/8/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pontedimezzo.wordpress.com&amp;blog=8385657&amp;post=8&amp;subd=pontedimezzo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Spostamento blog</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 16:42:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaelezortea</dc:creator>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 16:17:18 +0000</pubDate>
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